BAGHERIA – Una luminosa giornata di sole ha fatto da cornice alla 43ª edizione della storica marcia antimafia Bagheria–Casteldaccia, che anche quest’anno ha rinnovato un appuntamento carico di memoria e impegno civile.
Il lungo corteo è partito da piazza Vittime della mafia a Bagheria, attraversando la via dei Valloni — strada simbolo che durante la seconda guerra di mafia rappresentava una via di fuga per i killer di Cosa nostra — per concludersi a piazza Madrice, a Casteldaccia. Qui si sono susseguiti gli interventi dei partecipanti, tra testimonianze e appelli rivolti soprattutto alle nuove generazioni.
Tra le realtà presenti, la Consulta giovanile di Bagheria guidata dal presidente Fabio Maggiore. “Anche oggi è fondamentale partecipare a questa manifestazione perché vogliamo ricordare – afferma – e soprattutto continuare l’impegno dei giovani di allora che si sono assunti la responsabilità di lottare contro la mafia”.
Non poteva mancare uno dei protagonisti delle prime edizioni della marcia, Vito Lo Monaco, presidente emerito del Centro studi “Pio La Torre” e tra i principali promotori dell’iniziativa sin dal 1983. “Nel 1983 eravamo già qui a manifestare contro la mafia – dichiara – e oggi, con la stessa energia di allora, siamo insieme a tanti giovani per ribadire il nostro no alla mafia, alle droghe, alla corruzione e alle guerre. Il nostro impegno punta a scongiurare anche e soprattutto l’indebolimento e lo smantellamento della legislazione antimafia”.
Un filo rosso lungo oltre quattro decenni che continua a unire memoria e attualità, nel segno della partecipazione e della responsabilità collettiva. Anche quest’anno, la marcia Bagheria–Casteldaccia ha riaffermato con forza che la lotta alla mafia è un impegno quotidiano che attraversa generazioni.